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Eventi Religiosi ¬

Le Processioni della Settimana Santa

Queste celebrazioni iniziano con la Benedizione delle Palme, giorno in cui i Santanellesi si radunano in Piazza Matteotti per poter benedire le palme. Si tratta di una cerimonia ancora molto sentita nei piccoli centri come Sant'Agnello: ad essa partecipa una folla immensa, raccolta nello spazio antistante i gradini della Circumvesuviana, in attesa del Parroco, che, dalle scale della stazione, benedice tutti i Fedeli raccolti, adulti e ragazzi, vecchi e bimbi, che tengono alti i loro rami di ulivo, da cui pendono i caratteristici caciocavalli o le palme di confetti, dalle forme sempre più varie. Poi i Fedeli, tutti insieme, partecipano al corteo fino alla Parrocchia, simboleggiando così l'ingresso di Gesù in Gerusalemme. La tradizione delle palme ha permesso che anche a Sant'Agnello sopravvivesse, seppure limitatamente al periodo pasquale, l'attività di fabbricazione delle palme di confetti, lavorate in forma artigianale in molte famiglie. A Sant'Agnello, come nel resto della Penisola, i riti della Settimana Santa raggiungono l'apoteosi con le Processioni penitenziali, le cui origini risalgono forse al 1200, quando pochi Confratelli delle varie confraternite, in abiti borghesi e recando una semplice croce, percorrevano le strade cittadine recitando Salmi penitenziali.

Organizzate da varie Confraternite, le Processioni rappresentano, per i Santanellesi, non solo un fatto esteriore, di puro folklore: attraverso di esse, tutti partecipano alle tristi vicende della Passione di Gesù, alle offese subite in silenzio, costituendo pertanto un momento di Fede, che si ripete da secoli. I tanti turisti che scelgono di essere tra i Santanellesi nel periodo pasquale, restano in rispettoso silenzio, consapevoli dell'importanza da essi attribuita a tali iniziative. Le Processioni creano un'atmosfera mistica, unica, sono avvolte nel silenzio e nell'oscurità, accompagnate dal solo rumore dei tamburi e dai passi degli incappucciati. Oltre al Coro del Miserere, da qualche anno è stato introdotto un coro femminile, che accompagna la Madonna nella sua affannosa ricerca di Gesù. La pratica delle Processioni penitenziali iniziò nel 1500 circa, all'epoca della dominazione spagnola. Ogni Congrega adottò una divisa propria, un saio di colore diverso, mentre si arricchivano le processioni coi simboli della passione, i "martiri", illuminati dalla fioca luce dei lampioni e delle fiaccole: troviamo il pane ed il vino, simboli dell'Eucarestia; il bacile con l'asciugamani, che ricorda la lavanda dei piedi da parte di Gesù agli apostoli; la lanterna che servì ai soldati per riconoscere ed arrestare Gesù; la borsa dei trenta denari dati a Giuda per il suo tradimento; il gallo che ricordò a Pietro il suo diniego; il coltello con cui lo stesso Pietro staccò l'orecchio al soldato Malco; la tovaglia e la brocca dell'acqua con cui Pilato credette di "lavarsi le mani" e sentirsi in pace con la sua coscienza; la colonna che servì per flagellare Gesù; la veste rossa e la corona di spine; i chiodi, il martello e le tenaglie che servirono a crocifiggere Gesù; il sudario su cui è impresso il volto del Cristo; le lance dei soldati e la canna con cui fu offerto a Gesù del fiele; la scala usata per la deposizione...

Ogni Congrega inserisce, poi, una variante: alcune fanno sfilare gli Apostoli, altre la Madonna con le pie donne, allo scopo di rendere più "vera" la rappresentazione di un così tragico evento. A Sant'Agnello, i primi a sfilare il Giovedì Santo sono i Confratelli della Congregazione dei Giuseppini, che hanno la propria sede nella chiesa di San Giuseppe: essi, vestiti di bianco, girano per le strade di Sant'Agnello a visitare i Sepolcri allestiti nelle varie chiese, e si accompagnano col canto del Miserere, facendo poi ritorno in chiesa a notte fonda. Alle 02.00 del mattino del Venerdì Santo sfilano, invece, i Confratelli della Congrega del SS. Sacramento e Natività di Maria Santissima, i quali partono dalla chiesetta adiacente la Parrocchia di Sant'Agnello: anch'essi sono vestiti col saio bianco, perché Gesù non è ancora morto, e simbolicamente accompagnano la Madonna alla ricerca del Figlio; sfilano portando a spalla la statua della Vergine Addolorata, mentre un coro di ragazze canta la propria disperazione. Ma l'apoteosi si raggiunge con la Processione del Venerdì Sera, ovvero la Processione del Cristo Morto, organizzata dalla Confraternita del Monte dei Morti dei SS. Prisco ed Agnello. Stavolta i partecipanti indossano un saio nero, perché il triste destino di Gesù si è ormai compiuto.

Oltre al Miserere, accompagna Gesù un coro di fanciulli, che cantano il Deh Popoli, un inno che annuncia a tutti i Fedeli la morte di Gesù. E' bello, in questi giorni, osservare il clima di attesa che regna a Sant'Agnello: già nel primo pomeriggio si nota un via vai di giovani e di adulti, indaffarati a prepararsi, a recarsi presso le varie Congreghe per gli ultimi accordi. Questo fermento non sfugge neppure ai tanti turisti che affollano il paese in questi giorni e che si chiedono il perché di tutto questo agitarsi pur in tempo di penitenza. Poi, man mano, Sant'Agnello spegne le sue luci, le sue insegne, ed attende il passaggio degli incappucciati. Sui balconi, le luci o i ceri segnano il percorso della processione, che passa in un silenzio assoluto. Già da lontano si ode il canto del Miserere, poi appaiono Gesù Morto, sua Madre. Ancora poche ore e quelle lagrime, quei tristi momenti saranno sconfitti dal canto del gloria, che annuncia l’avvenuta Resurrezione.



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